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007 PREVENTO >> Articoli
Amianto e mesotelioma, causa ed effetto

L'analisi condotta dal Registro Regionale Mesoteliomi Veneto evidenzia come le pregresse esposizioni ad amianto siano la principale causa dei mesoteliomi che vengono diagnosticati ancor oggi. Anche se negli ultimi 15 anni la consapevolezza dei rischi per la salute è aumentata, è necessario che sia mantenuta un'appropriata azione di informazione e promozione di condizioni lavorative protette che, nel rispetto delle proprie competenze, gli SPISAL, i medici competenti e i medici di medicina generale possono mettere in atto.

(*) Enzo Merler
(*) Sara Roberti
(**) Flavio Valentini
(***) Sara Goegan
(*) Registro regionale mesoteliomi veneto,
SPISAL Azienda ULSS 16, Padova
enzo.merler@sanita.padova.it
(**) Progetto ex esposti amianto e
CVM SPISAL Azienda ULSS 13
(***) Servizio Tutela e Sicurezza
nei luoghi di lavoro
Direzione Regionale Prevenzione

In un soggetto affetto da mesotelioma, diagnosticato dopo il 1990, residente nel Veneto, la probabilità di aver avuto un'esposizione ad amianto è del 93% se di genere maschile, dell'84% se di genere femminile. Nei maschi l'esposizione ad amianto risulta quasi sempre determinata dal lavoro svolto; nelle femmine è determinata sia dal lavoro che da esposizioni extra-lavorative (l'inquinamento ambientale da amianto del luogo di residenza o l'esposizione portata nell'abitazione da persone conviventi, esposte ad amianto sul lavoro).

La situazione in Veneto.
Per un residente del Veneto la probabilità di contrarre la malattia è simile a quella di un residente di Lombardia e Piemonte, minore di un residente in Friuli VG e Liguria, più elevata di un residente delle Regioni del centro e sud Italia.
La probabilità di contrarre un mesotelioma è doppia rispetto alla media regionale per un residente della provincia di Venezia, più elevata della media regionale per i residenti - maschi e femmine - della provincia di Padova. Queste differenze risultano spiegate da variazioni nelle esposizioni ad amianto che hanno caratterizzato nel passato la realtà produttiva del Veneto: nel padovano, ad esempio, settori lavorativi come la produzione di cemento-amianto hanno occupato (ed esposto) numerose donne; nella provincia di Venezia si sono concentrati settori produttivi con consumi elevati di amianto: cantieristica navale, arrivo per nave di amianto al porto e sua movimentazione, industria chimica, altro.
Se si esaminano i casi insorti in Regione dal 1987 ad oggi, il maggior numero risulta negli addetti all'edilizia, costruzione e riparazione di mezzi ferroviari, cantieristica navale, industria chimica, lavoro svolto all'estero, ma è ampio lo spettro dei settori lavorativi che sta all'origine di casi di mesotelioma del Veneto. Essi risultano insorgere, in generale, nei soggetti con esposizioni lavorative ad amianto di importante durata e intensità. Tuttavia, a causa dell'esteso uso - nel settore ferroviario addirittura esclusivo - di crocidolite, la fibra più potente per la cancerogenicità verso il mesotelio, si è determinato per questi esposti un rischio a seguito di esposizioni cumulative anche "basse".
Per chi ha lavorato in alcuni settori è stato calcolato un aumento del rischio di mesotelioma molto marcato: in Regione gli addetti del cemento-amianto e alla costruzione e riparazione ferroviaria mostrano un rischio di contrarre un mesotelioma di oltre 1000 volte più elevato rispetto a quello di un soggetto della popolazione generale. In alcune aziende si sono verificate significative concentrazioni di casi. Questo è quanto risulta dall'analisi svolta dal Registro Regionale Mesoteliomi istituito nella nostra Regione nel 2001, in collegamento con il Registro Nazionale collocato presso l'ISPESL e presso il quale i dati raccolti a livello regionale secondo una metodologia concordata confluiscono periodicamente. Per la raccolta e valutazione delle esposizioni utili all'analisi effettuata dal Registro Regionale hanno fornito un contributo determinante gli SPISAL delle Aziende ULSS del Veneto che, a seguito della segnalazione dei casi ricevuta dal RRM, hanno avviato indagini per ricostruire la storia lavorativa (e abitativa) utilizzando un questionario strutturato. In molti casi le persone affette da mesotelioma non erano più in vita e pertanto le informazioni sono state raccolte dai familiari superstiti.
In alcuni Servizi SPISAL la ricerca dei casi di mesotelioma continua anche autonomamente utilizzando i collegamenti con le anatomie patologiche e i reparti di pneumologia. Una volta ricostruita la possibile relazione tra malattia e attività lavorativa svolta, il servizio provvede a compilare il primo certificato di sospetta malattia professionale e ad avviare l'indagine di Polizia Giudiziaria con accertamenti anche nei luoghi dove il lavoratore è stato impiegato.


Conclusioni e prospettive.
Nonostante l'amianto sia stato bandito in Italia nel 1992, ancora oggi ogni anno nel Veneto vengono diagnosticati circa 70-80 nuovi casi di mesotelioma come conseguenza delle pregresse esposizioni.
Inoltre, essendo noto che l'esposizione ad amianto comporta anche il rischio di cancro al polmone, le neoplasie da amianto rappresentano ancora oggi il tumore occupazionale più frequente, con una mortalità annuale simile a quella degli infortuni mortali sul lavoro.
Alcune attività lavorative comportano ancora oggi esposizione ad amianto (scoibentazione, rimozione, manutenzione, gestione dei rifiuti contenenti amianto) e per tale motivo esse devono essere svolte nel più assoluto rispetto delle normative di prevenzione. Va stimolata e favorita l'attività di counselling breve per la disassuefazione al fumo per gli ex esposti (e attuali) che hanno questa "abitudine" in quanto il fumo aumenta dalle 18 alle 50 volte il rischio di cancro al polmone (in questa popolazione).
Pertanto tutti i professionisti della salute che vengono a contatto con questi lavoratori (o ex) e quindi i medici dei servizi SPISAL, i medici competenti e i medici di medicina generale devono impegnarsi in questo ambito quale strumento tra i pochi a disposizione per la prevenzione del tumore polmonare.


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