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016 PREVENTO >> Articoli
Dalla parte dei buoni consigli

Uno degli obiettivi della sorveglianza PASSI, attivo in Veneto dal 2007, è di verificare i risultati di programmi che il Sistema Sanitario sta realizzando per prevenire patologie che interessano ampie fasce di popolazione.
Molti interventi preventivi passano anche attraverso il messaggio del personale sanitario. Il consiglio del medico, anche se breve, si è dimostrato molto efficace nel contribuire a modificare stili di vita, ancor più se inserito in un approccio integrato di intervento sulla comunità.
Passi si è rivelato un valido strumento per valutare la diffusione dei messaggi preventivi che arrivano alla popolazione; la comunicazione e la discussione di questi risultati può permettere di programmare e indirizzare in modo appropriato la formazione degli operatori sanitari per valorizzare il loro ruolo nella promozione di stili di vita sani e di scelte favorevoli per la salute.
Il dato incoraggiante è che, da un anno all'altro, la percentuale di persone interpellate sui propri comportamenti dal personale sanitario è aumentata. Rimane tuttavia da approfondire l'ambito del consumo di alcol.



Federica Michieletto (*)
Silvia Milani (**)
(*) Servizio Sanità Pubblica e Screening
Direzione Prevenzione Regione del Veneto
(**) Dipartimento di Prevenzione
Azienda ULSS 13 Mirano
silvia.milani@ulss13mirano.ven.it

Abitudine al fumo
Il fumo di tabacco è tra i principali fattori di rischio nell'insorgenza di numerose patologie cronico-degenerative ed è il maggiore fattore di rischio evitabile di morte precoce: si stima che in Italia il 15-20% delle morti complessive sia attribuibile al fumo. Al 45% degli intervistati che si sono recati da un medico nell'ultimo anno sono state fatte domande in merito alla loro abitudine al fumo da parte di un medico o operatore sanitario: al 70% dei fumatori, al 41,5% degli ex fumatori e al 33,5% dei non fumatori. Il 62% dei fumatori ha ricevuto il consiglio di smettere di fumare da parte di un medico o di un operatore sanitario, il consiglio è stato dato prevalentemente a scopo preventivo (32%).

Attività motoria
L'attività fisica è praticata in modo insufficiente dalla popolazione veneta: circa un veneto su quattro è sedentario indipendentemente dall'età e dal sesso. Eppure è ben noto che l'attività fisica praticata regolarmente svolge un ruolo di primaria importanza nella prevenzione di malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione e obesità. Esiste ormai un ampio consenso circa il livello dell'attività fisica da raccomandare nella popolazione adulta: 30 minuti di attività moderata al giorno per almeno 5 giorni alla settimana oppure attività intensa per più di 20 minuti per almeno 3 giorni. Promuovere l'attività fisica rappresenta pertanto un'azione di sanità pubblica prioritaria, ormai inserita nei piani e nella programmazione sanitaria in tutto il mondo. Nonostante ciò, in Veneto solo il 38% degli intervistati ha riferito che un medico o altro operatore sanitario ha chiesto loro se svolgono attività fisica e solo il 34% riferisce di aver avuto il consiglio di farla regolarmente. Il 58% delle persone in eccesso ponderale ha riferito di aver ricevuto il consiglio di perdere peso da parte di un medico o altro operatore sanitario; il 43% delle persone in eccesso ponderale ha riferito di aver ricevuto il consiglio di fare regolarmente attività fisica.


Consumo di alcol
In Veneto circa due persone su tre di 18-69 anni consumano bevande alcoliche e una su quattro ha abitudini di consumo considerabili a rischio per quantità o modalità di assunzione. Nonostante l'enorme impatto sulla salute pubblica per i rischi connessi ad un suo uso eccessivo, il problema alcol rimane attualmente sottostimato: all'accettazione sociale del bere si aggiunge una marcata comunicazione commerciale che spesso copre i messaggi della prevenzione. L'alcol contribuisce a oltre 60 problemi di salute, dalla sindrome feto alcolica dei neonati agli incidenti stradali, disturbi mentali, violenza, patologie croniche del fegato, alcuni tipi di cancro.
Tuttavia solo il 21% degli intervistati ha riferito che un medico o un altro operatore sanitario si è informato sui comportamenti in relazione al consumo di alcol. Solo il 7% dei consumatori a rischio ha riferito di aver ricevuto il consiglio di ridurre il consumo da parte di un operatore sanitario.

Conclusioni
Dai risultati dei primi due anni di sorveglianza, appare che la diffusione dei consigli del personale sanitario sia aumentata per quanto riguarda la pratica dell'attività fisica e l'abitudine di fumare. Confermando quanto emerso da altre indagini condotte nel Veneto, sul consumo di alcolici continua ad essere interpellata una persona su quattro e meno di un consumatore a rischio su dieci ha riferito di aver ricevuto il consiglio di ridurre il consumo da parte di un operatore sanitario.

Il sistema di sorveglianza PASSI è basato sulla rilevazione continua di informazioni sulle condizioni di salute e sui comportamenti a rischio delle persone dai 18 ai 69 anni, i dati sono raccolti mediante interviste telefoniche, svolte da personale dei Dipartimenti di Prevenzione, su un campione casuale stratificato di residenti iscritti nell'anagrafe sanitaria (circa 25 interviste ogni mese).
L'attività di sorveglianza è condotta con regolarità in 18 aziende. Nel 2008 nella nostra Regione sono state raccolte complessivamente 4237 interviste.


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