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016 PREVENTO >> Articoli
Rabbia silvestre: controllo e eradicazione della malattia

Nell'ottobre del 2008, a distanza di quasi 13 anni dall'ultimo caso di rabbia diagnosticato in provincia di Trieste, la rabbia silvestre ha fatto la sua ricomparsa in alcuni comuni del nord-est della regione Friuli Venezia Giulia, per poi estendersi, a partire dal novembre 2009, anche alla Regione del Veneto, dove l'epizoozia ha colpito diverse specie animali.
Per fronteggiare tale emergenza sanitaria, che -trattandosi di una grave zoonosi- riveste un ruolo di estrema importanza anche nel campo della Salute Pubblica umana, è stata istituita una Unità di Crisi Centrale (UCC), comprendente esperti del Ministero della Salute, rappresentanti dei Servizi Veterinari delle Regioni coinvolte nell'epizoozia e dal Centro di Referenza Nazionale Rabbia (IZS delle Venezie).
Si è quindi provveduto ad emanare, sia a livello nazionale che regionale, diversi provvedimenti aventi il fine di prevenire l'ulteriore diffusione della rabbia silvestre e di eradicare la malattia.


Laura Favero
Michele Brichese
Piero Vio
Unità di Progetto Sanità Animale
e Igiene degli Alimenti Regione del Veneto
laura.favero@regione.veneto.it

Abitudine al fumo
La rabbia è una malattia infettiva e contagiosa, a esito mortale, sostenuta da un Lyssavirus (Fam. Rhabdoviridae), propria dei mammiferi in genere -uomo compreso-, che colpisce il sistema nervoso centrale ed è trasmissibile di norma con il morso; principale serbatoio del virus sono le specie animali selvatiche, tra le quali, in misura maggiore, la volpe. E' una malattia denunciabile e soggetta a provvedimenti sanitari ai sensi del D.P.R. dell'8 febbraio 1954 n. 320 (Regolamento di Polizia Veterinaria).


Cronistoria della malattia in Italia
Storicamente, la rabbia ha interessato il territorio dell'Italia centro-meridionale fino al marzo del 1973; successivamente, il nostro Paese è stato soggetto ad ulteriori epidemie di rabbia nei periodi 1977-1986, 1988-1989 e 1991-1995 (Friuli Venezia Giulia) e nel 1993 e 1994 (Bolzano). Grazie ad una pronta ed efficace campagna di vaccinazione degli animali domestici e delle volpi, l'epizoozia si è estinta a partire dal dicembre '95: dal 1997 l'Italia aveva ottenuto il riconoscimento di Stato indenne da rabbia. Negli anni successivi, fino al 2000, sono state effettuate campagne annuali di vaccinazione antirabbica orale delle volpi, al fine di mantenere l'indennità dalla malattia e di prevenirne eventuali reintroduzioni da Stati confinanti; vista la favorevole situazione epidemiologica, nel 2001-2002 la vaccinazione era stata sospesa.

Ricomparsa della rabbia nel Nord-Est italiano
Nell'ottobre del 2008 la rabbia silvestre è ricomparsa in alcuni comuni del nord-est della Regione Friuli Venezia Giulia: tali positività sono ritenute correlate con la situazione epidemiologica presente nella vicina Slovenia. L'anno successivo la malattia si è estesa anche alla Regione del Veneto: il 17 novembre 2009, infatti, un cane di proprietà del comune di Lozzo di Cadore (BL) è risultato positivo per rabbia: a questo sono seguite ulteriori positività, per un totale (al 18/02/2010) di 93 casi in Veneto, 45 casi in Friuli Venezia Giulia e 1 caso in Trentino Alto Adige (Tab. 1).
Metodi di prevenzione e controllo dell'attuale epizoozia
A seguito della conferma dei suddetti casi di rabbia, la Regione del Veneto ha prontamente emanato una Ordinanza (n. 251 del 24/11/09), contenente alcune misure urgenti per contrastare la diffusione dell'epizoozia, quali: il divieto di circolazione di cani in ambienti agro-silvo pastorali dei territori considerati "a rischio" (province di BL, TV e alcuni comuni di VI) e la vaccinazione obbligatoria pre-contagio dei cani di proprietà delle province di BL, TV e di taluni comuni di VI e di VE. In Figura 1 è riportata l'area di vaccinazione antirabbica obbligatoria dei cani di proprietà. Allo stesso modo, il Ministero della Salute ha disposto a livello nazionale le misure sanitarie sopra descritte, tramite l'Ordinanza del 26/11/09. La Regione del Veneto ha quindi emanato ulteriori provvedimenti per far fronte all'emergenza: tra questi, il Decreto del Dirigente Regionale n. 183/2009 ha disposto la vaccinazione orale di emergenza delle volpi nelle aree a rischio, misura già concordata in sede di UCC del 24/11/09. Tale vaccinazione, secondo quanto previsto dalla Comunità Europea, avrà una durata complessiva di 3 anni (con 2 interventi vaccinali l'anno, primavera e autunno): la prima fase è stata completata in due settimane e mezzo, mediante distribuzione aerea delle esche. Più recentemente, con il Decreto Regionale n. 27 del 18/02/2010, oltre ad esser stato ribadito l'obbligo di vaccinazione pre-contagio dei cani, è stata prevista la possibilità di sottoporre a vaccinazione antirabbica anche i gatti delle colonie; è inoltre stata disposta la vaccinazione pre-contagio degli animali "da reddito" destinati al pascolo nelle zone a rischio. Periodicamente, e comunque col variare della situazione epidemiologica, tutte le misure sanitarie fin qui predisposte vengono discusse ed eventualmente rivedute dall'UCC; di conseguenza, anche i provvedimenti sanitari -sia nazionali che regionali- sono suscettibili di variazione.




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