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016 PREVENTO >> Lavoro e Salute
La faccia buona del lavoro

La Regione del Veneto ha sostenuto azioni di indagine delle condizioni di stress e disagio al lavoro e promozione del benessere coinvolgendo le aziende sanitarie interessate per l'alto numero dei lavoratori, la complessità dell'organizzazione, dei compiti e dei rischi. Sei aziende hanno aderito al progetto e concorso a costruire e sperimentare un modello d'intervento per la promozione del benessere organizzativo, oggi particolarmente urgente per la prevenzione delle condizioni di malessere oltre che per gli adempimenti normativi. Nelle amministrazioni pubbliche il miglioramento di questa dimensione e, più in generale, la valorizzazione delle risorse umane può significare un concreto salto di qualità nell'efficienza dell'intero sistema.

Vittoria Cervi (*)
Marco Renso (**)
Antonia Ballottin (***)
(*) Servizio di Prevenzione e Protezione,
Azienda ULSS 21 Legnago
(**) Dipartimento di Prevenzione,
Azienda ULLS 22 Bussolengo
(***) Dipartimento di Prevenzione,
Azienda ULSS 20 Verona
antonia.ballottin@ulss20.verona.it

La Direzione per la Prevenzione della Regione del Veneto, già dal 2005 ha ritenuto opportuno avviare progetti di studio e sperimentazione per la promozione del benessere al lavoro ed il contrasto alle condizioni di stress e disagio psicologico.
Affrontare il problema dello stress da lavoro, oltre che per l'adempimento al D.Lgs. n. 81/2008 e s.m., può portare ad una maggiore efficienza e ad una migliore salute e sicurezza sul lavoro con il conseguente beneficio economico e sociale per le imprese, per i lavoratori e per l'intera società.
Le attività di promozione del benessere organizzativo e contrasto ai rischi psicosociali richiedono una visione multidisciplinare di analisi e gestione del problema, alla quale si è provveduto affiancando alle tradizionali competenze dei servizi SPISAL ed SPP la collaborazione delle Università di Verona e Padova di Medicina del Lavoro ed Igiene, Psicologia del Lavoro e Giurisprudenza.
L'indagine di benessere organizzativo recente più significativa è stata condotta nell'ambito sanitario (DGR 2133/07) ed ha permesso di definire e sperimentare un metodo di intervento trasferibile in strutture affini. Le aziende sanitarie sono state scelte per l'alto numero dei lavoratori, per la complessità dell'organizzazione, dei compiti e dei rischi e per la contrazione delle risorse umane che, soprattutto negli ultimi anni, hanno contribuito a mutare il tipo e il clima dell'organizzazione del lavoro.
Il progetto è stato condotto, oltre che da personale SPISAL e SPP delle aziende sanitarie aderenti, da referenti scientifici del Laboratorio di Qualità & Marketing del Dipartimento di Psicologia dell'Università degli Studi di Padova.In particolare lo studio ha visto l'adesione di sei Aziende Sanitarie - ULSS 16, ULSS 2, ULSS 15, ULSS 19, ULSS 13, ULSS 21 e la partecipazione diretta di 1452 operatori.
Per facilitare l'identificazione dei settori o delle professioni più a rischio, è stata costruita una griglia di indicatori oggettivi sulla base di un focus group a cui hanno partecipato Medici Competenti, Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione e Rappresentati dei Lavoratori per la Sicurezza delle Aziende Sanitarie della Regione Veneto.
La check list conteneva la proposta di valutazione di indicatori quali assenteismo, turn-over, richieste di trasferimento, turni notturni, vertenzialità, contestazioni come elementi predittivi di maggior disagio. Ogni azienda ha identificato il campione di lavoratori o l'area in cui riteneva opportuna la somministrazione del questionario, ha informato i dirigenti ed i lavoratori della struttura e li ha convocati per la somministrazione del questionario, a cura di psicologi incaricati dell'Università di Padova.
Il questionario adottato è quello messo a disposizione dal Ministero della Funzione Pubblica per la promozione del benessere organizzativo integrato, su richiesta di alcune amministrazioni, con un estratto del questionario Q-bo per la parte riguardante lo strain fisiologico, comportamentale, psicologico, burnout e mobbing.


I risultati, elaborati dall'Università di Padova, pur diversificandosi tra le sei realtà indagate, hanno trasversalmente evidenziato comuni criticità ed indicato l'opportunità di promuovere azioni di miglioramento in riferimento a: distribuzione più equilibrata e sostenibile dei carichi fisici e psicologici, allargamento della partecipazione alla ricerca di soluzioni comuni, valorizzazione della capacità di ascolto dell'organizzazione.
Il D.Lgs n. 81/2008, in materia di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro e le successive disposizioni introdotte con il D.Lgs. 3 agosto 2009 n. 106, ribadiscono l'obbligo di valutazione dello stress lavoro correlato in tutte le aziende, secondo i contenuti dell'Accordo quadro europeo e le indicazioni della Commissione Consultiva Nazionale entro il 1 agosto 2010.
La valutazione del rischio stress lavoro correlato deve prevedere un'attenta analisi degli indicatori oggettivi predittivi (assenteismo, turnover, richieste di trasferimento, fattori di gestione ed organizzazione dei processi di lavoro, condizioni di lavoro ed ambientali e flussi informativi) riferiti all'azienda o in caso di elevata complessità, a settori o gruppi omogenei rappresentativi.
Quando sia stata sufficientemente compresa la natura dei fattori oggettivi analizzati, in caso di rischio stress alto è necessario procedere alla valutazione soggettiva collettiva dello stress lavoro-correlato percepito dei lavoratori.
Sulla scorta delle esperienze fatte e della rete di collaborazione con le università competenti, in sintonia con le linee nazionali e comunitarie, si è ipotizzato uno strumento per la valutazione del rischio stress lavoro correlato.


Prevenzione e tutela della salute
psico−sociale della persona sul luogo del lavoro

La Regione Veneto ha approvato il 22 gennaio 2010, la legge dedicata alla "Prevenzione e contrasto dei fenomeni di mobbing e tutela della salute psico-sociale della persona sul luogo del lavoro" ( legge n.8). Il provvedimento prevede l'istituzione di un Osservatorio Veneto sul mobbing, disagio lavorativo e stress psico−sociale, che promuoverà studi, ricerche, campagne di comunicazione e formazione oltre a protocolli di collaborazione con gli organismi di vigilanza per contrastare il fenomeno. Ogni Ulss aprirà sportelli per l'informazione dei lavoratori sulle tematiche ed il loro orientamento verso le strutture provinciali competenti. Un centro di riferimento per il benessere organizzativo, dotato di medici e psicologi, sarà attivato nelle Ulss capoluogo di provincia e si occuperà di accertare la situazione di disagio psicosociale, fornire assistenza alla persona e collaborare con gli SPISAL per le verifiche in ambiente di lavoro.
Il documento è pubblicato tra la normativa della sezione salute e sicurezza nei luoghi di lavoro del sito:
www.regione.veneto.it/prevenzione


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